PANE A TAVOLA

"Sa mesa 'e suighere"

Opera realizzata per la partecipazione alla Biennale di Medina


È una tradizione, un linguaggio fatto di mani che si tramanda nella compiutezza formale del pane. Si compie nel rito quotidiano della sua unicità di essere parte integrante di un’isola, che racconta volti, sapori legati all’infanzia, dove ha inizio un racconto cui se ne sovrappongono altri di cui si è perso la sintassi ma non la sua semantica primordiale. Pane che si compone sulla nudità del cipresso, sulle sue venature svelate dalle scalfiture delle sgorbie, che non chiede clamore perché la sua presenza è già comunione, è già preludio per un ritorno ad Itaca. Scultura, pane, tradizione si fanno medium espressivo per Benvenuto Saba, valicando il concetto fisico di isola, conquistando uno spazio “mediterraneo”, dove la rotta diventa il pretesto per esaltare un tempo dove i ricordi personali contaminano le dinamiche emotive di ogni singolo navigante che su ogni tagliere proietterà le briciole del suo vissuto.

© Concept Benvenuto Saba 2015 - Testo di Elisa Favilli


PANE SEGNA POSTO

Immaginar di tavole imbandite

Villa Bertelli - Via Mazzini, 200 - Forte dei Marmi
28 giugno - 5 luglio 2015 (inaugurazione 28 giugno ore 18.30)
dal 29 giugno aperti tutti i giorni dalle 17 alle 23



Gioco sottile tra i concetti maschili e femminili, in una tavola che ricompone gli spazi espressivi, dove ogni dialogo ritrova nell’atto del convivio la propria anima privata. Sospesi su due parentesi di marmo forme di pane assegnano il posto pensato per uomini e donne, ne qualificano lo spazio, in un tempo sospeso, silenzioso definito da un ramo di cipressa. Questo si fa sostegno, ruvida cute mascolina bruciata dal tempo, ma al tempo stesso morbido calice femmineo, roseo ventre da cui attingere per sfamarsi di quel pane che golosamente è offerto ai suoi commensali. Pane, che si fa tradizione, si perde nei sentieri tracciarti nelle mani delle donne sarde, complice di una radice linguistica che trova nelle sgorbie di Saba il suo diplomatico interprete. Promessa di matrimonio, annuncio di rinascita nelle mense pasquali, il pane Pintau diventa su questa mensa ambasciatore di semplicità, sapore di una conoscenza fatta di materia essenziale, dove un dialogo intimo si perde nei sentieri lasciati vuoti dalle tele di Aracne.

© Concept Benvenuto Saba 2015 - Testo di Elisa Favilli


SOGNANDO L'ACQUA

Acqua, aria, terra e fuoco: il concept lab per Palazzo Cusani

Ortofabbrica Fuorisalone - 14/19 Aprile 2015
Palazzo Cusani - Via Brera - Milano

Sognando l’Acqua è un’istallazione ambientale, dove l’acqua esalta la sua percezione musicale attraverso la complicità materica dei Trovanti. Massicci preistorici, risalenti all’era quaternaria, queste pietre conservano al loro interno il soffio primordiale della creazione chimica dell’universo. Concepite da Benvenuto Saba, come casse di risonanza di un’armonia infinitesimamente semplice, se rapportata al complesso concetto di tempo e spazio, messo in atto dal dualismo uomo/natura nel sincretismo storico, i Trovanti, concedono la propria anima musicale all’essenza fisica dell’acqua. Questa perde in questo spazio scolpito ogni valenza filosofica affievolendo, infatti, la sua essenza generatrice, il suo essere concetto primo e simbolo, per esaltare, invece, la sua potenza materia dove il cadere di una goccia diventa metafora: cadenza ritmica come gesto di un direttore di orchestra, la cui ritmica propaga nell’etere sinfonie melodiche più complesse. Pietra, dunque, che svela la sua incorrotta essenza e acqua che ritrova la sua valenza materica, mentre l’uomo esalta la sua primitiva coscienza di essere attore di un tempo che va oltre il limite spazio-temporale.

Elisa Favilli


BIANCO ANTICO ARNI
75 x 50 x 18 cm - 50 kg


ARNI FIUME
130 x 80 x 35 cm - 150 kg


LA RISVOLTA
130 x 50 x 60 cm - 306 kg


ARNI
150 x 130 x 70 cm - 1 ton.




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Volterra - Il cammino dei sogni

24 - 29 luglio 2012

Piazza San Giovanni, VOLTERRA

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Stai sognando, e sai che il tuo sogno è solo all'inizio.

Stai sognando, ma sai che ciò che vedi e senti è tuttavia vero.

Stai provando a tendere un filo di speranza tra la tua angoscia e il tuo più grande desiderio.

Dove andrai, adesso, vagabondo della notte?

Dove ti porterà il tuo cuore assetato di gloria, di gioiose nefandezze e di teneri ricordi?

Monica Oblieght



TRONO NATURALE per Tabula Rasa

27 giugno – 12 settembre 2012

OTTO luogo dell'arte di Olivia Toscani

Via Maggio 43 rosso, FIRENZE
tel. +39 055288977
orario 10-13/16-19,30 chiuso domenica e lunedì mattina

Tabula Rasa inizia con niente, per poi essere guarnita piano piano di ornamenti, guarnizioni, rifiniture, complementi ed oggetti che servono per poter vivere una vita di incontri e di adunanza sul tavolo che così non è più vuoto bensì ricco di proposte e idee per una vita quotidiana vissuta nella sua pienezza. La tavola parte rasa, vuota per riempirsi di nuove idee, e non solo per la tavola, ma anche per la vita che si conduce intorno ad essa. Quanto tempo spendiamo ogni giorno intorno ad un tavolo? La tavola apparecchiata dove ci si siede per mangiare, il tavolo da ufficio intorno al quale ci si incontra per discutere o lavorare, la tavola ‘pubblica’ di un ristorante o di una festa dove ci si incontra per condividere un pranzo o un banchetto, il tavolo da gioco punto di svago, ecc.
Il tavolo simboleggia da sempre nella storia dell’uomo il punto di incontro e di scambio tra le persone e spesso è rappresentato come un elemento ornamentale, ricco di abbellimenti, lavorazioni e decorazioni che lo contraddistinguono e lo rendono unico.

Otto, con questo progetto, vuole, con i suoi artisti e designers, proporre una varietà di interpretazioni del tavolo perché, in questo periodo storico, il design sta cercando nuove vie, significati e modi d’esprimersi che abbiano una forte identità e significato confrontandosi sempre con la vita di tutti i giorni. Sono pezzi unici o piccole serie, opere dense di concetto, radicate nella storia e memoria dell’uomo.
‘Otto rappresenta esattamente la strada che è possibile percorrere per cercare di fare dell’arte un sistema di vita, portando negli oggetti d’uso quotidiano la Bellezza che dovrebbe caratterizzare la vita sempre. Una bellezza, un’arte, che non rappresentano un accessorio nella vita.’ – Matteo Renzi Sindaco della città di Firenze

OTTO Press di Olivia Toscani Rucellai

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Il “TRONO” di Benvenuto Saba è una seduta naturale, che unisce, pur riconoscendo singolarmente ad ogni elemento la propria essenza, tre “mondi”, vegetale, minerale e umano in un tutt’uno ricco di energia, forza e vita.

Albero e pietra, mondo vegetale e mondo minerale si fondono.
L’Albero, fonte di energia e parte essenziale della natura e della vita, si unisce alla forza e alla maestosità della roccia dando vita ad un “trono”, che vestendosi di carica altamente simbolica, accoglie in se l’essere umano, dandogli riparo e creando con esso una simbiosi perfetta.
Il “trono” simbolo di potere è anche, in senso figurato, simbolo del capofamiglia che, sedendosi capotavola, sorveglia la tavola, la famiglia e protegge la prole.
Il “Trono”accoglie l’ospite, sostiene e rincuora l’uomo dalle fatiche della vita , diventando parte essenziale e imprescindibile della vita umana.
Albero, roccia e uomo tre elementi naturali che si incontrano in un tutt’uno simbolo di vita, di forza, di potere e di riflessione.
L’essere umano accolto nel “ventre naturale “ riflette sul passato, analizza il presente e spera per il futuro, si sente protetto, assorbendo, nel contempo, l’energia della pietra e la linfa dell’albero simbolo di vita e di crescita.
Le radici dell’albero si fondono con la base del trono diventando sostegno e radici di vita.
L’ albero simbolo sacro e dimora dell’uomo nella storia, è espressione dell’unione della terra e l’immensità del cielo, compagno silenzioso, ma sempre presente nella vita umana..
Il fusto è il centro, il sostegno durevole che unendosi alla pietra acquista forza e da stabilità all’uomo che vi si siede, il quale entra in sinergia con la natura.

Barbara Contini

Oh! Nirica,
quando i sogni incontrano la materia

22 settembre – 12 novembre 2011

OTTO luogo dell'arte di Olivia Toscani

Via Maggio 43 rosso, FIRENZE
tel. +39 055288977
orario 10-13/16-19,30 chiuso domenica e lunedì mattina

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Il marmo non dorme mai

Pietrasanta, 23 luglio 2011

Quando ho ricevuto da Mauro Lovi la proposta di partecipare con un progetto a "Oh Nirica", mi è improvvisamente balzata alla mente la mirabile tomba di Ilaria del Carretto nel Duomo di Lucca, eseguita da Jacopo della Quercia nel 1406.
Pensando che un capolavoro dell'arte toscana, dalle ricche stratificazioni culturali, potesse divenire una presenza vitale del nostro tempo, ho estrapolato - attraverso un'operazione tipica delle poetiche artistiche contemporanee - un elemento apparentemente marginale del celebre monumento funerario: i due cuscini sovrapposti sui quali posa il capo della nobildonna lucchese. La scelta di tale "frammento" è stata dettata da varie ragioni. Il cuscino è un oggetto talmente imbevuto di quotidianità da risultare, nonostante la sua diffusione, al limite dell'invisibile: isolarlo significava quindi per me focalizzare su di esso in modo nuovo lo sguardo dell'osservatore, quasi come se fosse percepito per la prima volta. Il manufatto inoltre - insieme all'indubbio valore funzionale - possiede una forte carica simbolica poiché è un muto testimone dei momenti fondamentali dell'esistenza umana: la nascita, la morte, l'amore, il sogno. Infine, accogliendo l'impronta della testa, un semplice oggetto dell'universo domestico viene a essere nobilitato, tramutandosi in un prezioso custode di una traccia, seppur effimera e mutevole, della vita dell'uomo, legata in particolare alla sua misteriosa attività onirica.
L'opera proposta dunque è un calco dei cuscini di Ilaria che sono stati isolati per consentire l'esaltazione delle qualità plastiche pure. CosÌ l'intervento, nel decontestualizzare l'oggetto, attiverà anche il suo processo di astrazione formale, ricongiungendo la memoria del passato al presente e proiettandola nel futuro. È per questo incessante lavoro che «Il marmo non dorme mai».

Benvenuto Saba

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